mercoledì 2 febbraio 2011

SEI SOLO UN BAMBA CHE TI CREDI?

L'altra cazzata era quella per cui e per la quale avevo ormai perso tutte le partite tutti i campionati tutte le classifiche. Il mio maestro di filosofia ucciso dalla sorella, come Dostoevskij. Aveva perso la lampara e se ne andava in giro puzzando come un compare di Satana, aveva le paranoie e tutto il vocabolario dello scocuzzamento dietro. E io che me lo credevo a studiare Sartre come al solito. Ma che ne sapevo io che il cargo ci metteva 6 mesi a tornare a Genova perchè doveva fare il giro delle 7 basiliche in America Latina? Scrivevo cartoline ai miei fantasmi drittaroli della Calabria e della Lombardia, che si fottessero prima che mi vedessero arrivare almeno. Sì, col ciufolo. Ero io che mi fottevo in alto mare a elemosinare uova crude al cuoco pazzo di Normandia col mio mezzo francese mezzo pugliese per non farmi venire lo scorbuto. Che a grana stavo peggio di un topo malato. "La Regina dei 7 Mari", si chiamava il cargo, minchia che lusso!
Ora che mi ricordo l'inizio di questo romanzo scassato ce l'ho in altro quaderno e ora mi stufa ricopiarlo e così non sapete che mi avevano espulso a calci nel culo da New York, perchè m'era scaduto il permesso di soggiorno di turista e mi avevano preso per un albanese travestito da idiota italiano. M'avevano spedito al consolato per accertamenti, e cazzo anche ai miei compaesani gli erano venuti i dubbi, funzionari nominati dalla Lega, mi guardavano di sgembo e mi chiedevano: "Sai cos'è una cadrega?", puttana miseria. Io per conto mio volevo solo tornare al mio solito manicomio d'Italia, a me carissimo come la pupilla dei miei occhi. Avevo fallito, e allora? Capita anche ai genii, vedi Meucci vedi Garibaldi vedi Baggio. E non potevo fallire io che ero un bamba senza nemmeno il codino? Bocciato su tutta la linea anche se avevo il massimo dei voti. Ero intelligente, dicevano anche i miei maestri alla scuola elementare a mia madre che ascoltava tutta ansiosa e timorosa, ma non ci avevo voglia di fare un cazzo. Specialmente quando avevo capito che non c'era più trippa per il mio gatto. Le solite sviolinate per deficienti. Ma la verità era che io mi ero proprio stufato di dare gli esami. Dopotutto, ragazzi credetemi, anche i professori all'università non fanno altro che gli eterni studenti. A me semplicemente m'era venuta voglia di cominciare a fare comizi in proprio. Che il mio partito fosse il nulla poi era tutta un'altra storia.
Sbattuto fuori. Come al solito nella mia vita. Che si fottessero. Tanto ero già ripartito. "Scappato", mi aveva detto Amy l'Australiana, con la faccia schifata. Ma vai affanculo pure te, le mie cene offerte te le pappavi senza storie invece.Voglio solo tornare a casa. Sono un provinciale italiano io, mica il cosmopolita anglosassone scafato e impellicciato di stomaco. In America ci vuol poco a essere fallito, anche per il posto per comprare un biglietto dell'autobus ti può arrivare una gomitata in faccia, e poi vai te al pronto soccorso se non ci hai nemmeno l'assicurazione.
L'America è il centro del mondo universo. Mica Busto Arsizio o Mungivacca. Mica le nespole.
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by g.d. angelillo
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