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FEBBRAIO
Io me ne stavo qui. A cercare il modo di sfondare la faccia a tutti i miei amici. Carogne. Mi avevano tutti abbandonato per andare a cercare la fama, Cristo, la moneta. Brutti farabutti di merda. Solo a sostenere il fronte dell'offensiva bruta di tutti i ladroni all'assalto della torta di formaggio, con tutti i vermi, i pupazzi, i simpsondipendenti scoglionati. Io che ero appena tornato dall'America con i miei giocatori tutti all'ospedale, per aver perso gli affari e la patria tutto in una botta. Una New York sotto la neve in tasca. Persa la finale con l'ultimo rigore di Baggio, buonalana e genio bocciato. Ma non c'è mai partita con i serpi, vincono sempre loro con 3 litri di veleno a zero. Avevo abbandonato tutte le borse dei miei occhi con tutti gli incubi di terrone cacciato di casa a 1 anno. Come si fa a essere colpevoli in così tenera età? Tutta la vita a lavorare come un negro della Georgia per guadagnarmi il pezzetto di carta dove si diceva che avevo studiato i teoremi di Pitagora e l'inferno di Dante. La minchia e il cazzo in culo. E la verità era che non sapevo nemmeno da che parte ero girato. Si tornava a casa con in tasca solamente il due di briscola. Se anche una puttana ci rubava la cena e l'anima. Eravamo a posto, sul cargo ero stato pure un clandestino. Perchè quei fottuti dei miei amici mi avevano lasciato in balia del nulla. Senza soldi, senza risate e senza pensieri..
by g.d. angelillo
www.books.google.com
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